Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!!, recensione

Si può basare un personaggio e un film sull’arma che usa il protagonista? Se è un film ignorante allora si deve! E non importa che si tratta di una pietra miliare del genere poliziesco. L’ispettore Henry Callaghan va in giro a sparare, torturare e applicare la legge a modo suo, è chiaro che a noi non può che piacere tanto!

Prendete una pistola, una bella grossa e potente, tipo la Smith & Wesson modello 29 detta comunemente la “44 Magnum”, un revolver a 6 colpi. Si tratta di un’arma pensata principalmente per la caccia a selvaggina grossa (alci, orsi, elefanti, balene,  forse anche al T-Rex) per via del peso e del rinculo che la rendono poco adatta alle situazioni in cui servono agilità e velocità come nel caso della difesa personale. Cosa farsene di un’arma del genere? Provate a darla in mano ad un poliziotto, ma non uno qualsiasi, ma uno supertosto con la faccia di Clint Eastwood e poi dategli un obiettivo  da fare a pezzi. Non può che uscire un film ignorantissimo, cosa evidenziata anche dal doppio punto esclamativo nel titolo italiano.

Dirty Henry, questo il titolo originale, si basa sui fatti reali relativi al serial killer “Zodiac” che seminò il panico a San Francisco a inizi anni ’70. Zodiac era un po’ il prototipo del cattivissimo dei film perché ha sparato e ucciso diverse persone lasciando poi degli indizi alla polizia, che però non è mai riuscita ad identificarlo né a catturarlo.
L’ispettore Callaghan si trova in una situazione simile, alle prese con “Scorpio”, un individuo che uccide perché ci prova gusto e allo stesso tempo decide di ingaggiare un battaglia a distanza con la polizia nel tentativo di ottenere dalla città l’ingente somma di 200.000 dollari.

Il film, dedicato alle forze dell’ordine che rischiano la vita tutti i giorni nelle città, racconta anche San Francisco, mostrandola dall’elicottero e nelle sue varie sfaccettature: etnie, strade, orientamenti sessuali. Un piccolo rivolo di poesia in mezzo ad una buona dose di sangue.

Particolarmente interessante e ignorante è la parte finale quando la legge non è più in grado di assicurare la giustizia e  Dirty Henry (in italiano Henry la Carogna) passa appunto dall’essere poliziotto al diventare giustiziere. Siamo tutti dalla sua parte perché Scorpio è lui la carogna che se la prende con i bambini. Ci mancava solo che uccidesse qualche cane o gatto randagio e saremmo stati a posto.

Ci sono altri due momenti memorabili nel film.

Il primo è quando entra nell’ufficio del sindaco e gli viene chiesto cosa avesse fatto fino ad ora e lui risponde «Negli ultimi 45 minuti ho scaldato una sedia nell’attesa di entrare qui».
L’altro è quando salva un aspirante suicida, scena completamente avulsa dal resto e che serve solo a dare un po’ di umanità ad un personaggio che ha la determinazione di un Terminator.
Epica anche quando la moglie del suo collega chiede come la moglie di Henry possa supportare tutto questo. «No, lei non si preoccupa… è morta».

Però voglio concludere la recensione con la frase simbolo dell’ispettore Callaghan, pronunciata a Scorpio al momento della resa dei conti, anche se la pronuncia quasi uguale già a metà film ad un altro malvivente.

So quello che stai pensando. Tu pensi: avrà sparato tutti e sei i colpi o soltanto cinque? Per dirti la verità non lo so neanch’io in tutta questa baraonda. Però questa è una pistola eccezionalmente potente e precisa, capace di farti saltare la testa con un solo colpo. Perciò fatti bene i conti: ti conviene rischiare?

Scorpio avrà voluto rischiare? Scopritelo voi stessi!

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